Testo di Francesco Cascino x Acta non Verba – 23 Aprile 2026
Martedì 21 Aprile a Milano, ospiti dello Studio Legale Grimaldi, ho partecipato a un Talk ideato dal nostro Partner Gianvirgilio Cugini, Avvocato societario e Collezionista, Membro del Comitato Scientifico di Art Thinking Project, e organizzato da Sparthe, con catalogo di opere d’arte dedicate al tema, a cura di Giovanna Cugini, in cui si è parlato di arte, art thinking e geopolitica: una materia strategica e quanto mai vitale in questo momento, perché le persone si perdono nelle informazioni che arrivano dalle narrazioni giornalistiche o, molto peggio, dalla manipolazione politica, e le imprese devono fare conti e pianificazioni per operare oltreconfine senza avere ben chiara la realtà reale.
L’arte, come sempre, svolge il ruolo di informatore imparziale della psiche, sia della sfera emotiva, sia, molto dopo, di quella cognitiva, per cui parla al nostro intuito che, se lo abbiamo protetto quotidianamente come la cosa più preziosa che abbiamo, non può mentire.
Il confronto tra lo stesso Gianvirgilio, globetrotter e grande indagatore di ogni fenomeno evolutivo, che ha fatto anche da moderatore, Arianna Bonaldo, Partner di Stelva Group e Commercialista consulente di imprese internazionali, Gianluca Paulon, Founder di Aliseo, società che si occupa di geopolitica, e il sottoscritto, ha portato in emersione punti di vista inediti e ha fertilizzato una cross contamination che, nell’epoca della restaurazione del pensiero unico da tempi del Congresso di Vienna, ha riaperto i confini mentali ed esplorato con dovizia quelli geopolitici. Perché l’art thinking e il dialogo portano a scoprire nuovi limiti, quelli naturali, ma spostano i confini ben oltre le imposizioni che paure e procedure provano a inoculare nella coscienza collettiva. C’è chi ci crede e chi, invece, protegge e alimenta il proprio immaginario con l’arte di qualità, quella che ha creato consapevolezza, armonie, memoria e sapienza, nei millenni, molto più di ogni altro dispositivo culturale.
I confini non esistono e la storia è da sempre
Da quando nasce l’urgenza espressiva di uomini e donne, sin da quella che chiamano preistoria e che, invece, è la storia del mondo a pieno titolo, scopriamo che ogni essere umano ha bisogno di rappresentare le proprie interiorità, le cose invisibili che ci tengono in vita: l’amore, il desiderio, le passioni, i sogni, i bisogni di sentirsi riconosciuti e apprezzati ogni giorno. Tutti valori vitali che incidono profondamente sulla vita quotidiana e sulla visione di lungo periodo: la speranza, le tensioni, le aspirazioni hanno bisogno di avere una forma tangibile. Così nasce Stonehenge, così nascono i graffiti nelle grotte, così nascono anche le statuette della Mater Matuta e tutto il resto fino ai nostri giorni. L’arte, la musica, la danza, il teatro, la letteratura e oggi il cinema d’autore sono i dispositivi di espressione e indagine dei problemi, delle sofferenze, delle crisi, delle gioie, delle emozioni che contano.
Sono le discipline che mettono al mondo i simboli utili a comprendere e scoprire nuovi mondi, anche attraverso le contraddizioni.
SIAMO STATI UNITI
L’ironia del titolo del Talk e del catalogo prende spunto da un’opera di Dario Carmentano, presente nel catalogo stesso: una scritta su bandiera italiana che allude alle ingerenze e alle conseguenze che ogni Paese subisce per via delle influenze esterne, per non parlare del fatto che molti Paesi, oggi, sono il frutto di migliaia di anni di dominazioni straniere. Tutto questo a dispetto delle urla di piazza su identità, patria e radici…
La necessità di scoprire vere e proprie narrazioni, retorica narcotizzante, bugie e manipolazioni interessate, e di simboleggiare influenze, ingerenze e soprusi, è perciò impellente: le vere bandiere sono le opere d’arte che si occupano di geopolitica, non quelle realizzate per illudere milioni di persone di vivere nella stessa tribù, com’era quando la vita era felice, in comunione, a chilometro zero e sostenibile.
Gli artisti impegnati e di ricerca, preziosi quanto l’ossigeno, non trasmettono informazioni a livello cognitivo: in primis si rivolgono alla percezione, all’intuito, alla ghiandola pineale, all’intelligenza emotiva che viene sollecitata da paradossi, ossimori, simboli manipolati ad arte, appunto, per creare cortocircuiti ed enigmi disvelatori.
Cambiando l’ordine degli elementi che compongono la realtà così come ci viene raccontata, possiamo davvero comprendere la verità che si nasconde dietro le narrazioni del mainstream. Merito del pioniere Duchamp con il suo paradosso creativo per eccellenza, l’Orinatoio, l’opera più importante del Novecento, anche se l’ironia creativa nasce molto prima; persino Leonardo dipinge Maria Maddalena nell’Ultima cena e la nasconde con le sfumature che ce la fanno scambiare per San Giovanni. Tutto per non finire bruciato. Tutto per raccontare la vera storia di Cristo, sposato con Maddalena che considerava la sua discepola preferita.
Come si vede, quel che si guarda non è quel che si vede ma quello che impariamo a intuire dalle opere degli artisti e dalle artiste più intelligenti, che ci guidano alla scoperta stupefacente di nuove verità ben oltre quello che gli occhi possono vedere. Le opere di Filippo Riniolo, presenti in catalogo e di cui una presente in sala durante il Talk (Queen Elizabeth con la pistola di 007, a cui si aggiungono Putin e Trump nello stesso atteggiamento), ci raccontano una verità invisibile: i Capi di Stato sono anche i Capi dell’esercito, per cui sono armati… ed è bene ricordarlo. Hanno in mano le nostre vite, letteralmente.
La nostra vera bandiera oggi è l’arte di ricerca, libera da condizionamenti politici e di bassa lega, nutrimento primario della psiche, dove la visione su tele va ben oltre ed è ben più potente della tele-visione.
Francesco Cascino - Art consulting – Cultural projects
Testo per Acta non Verba – 23 Aprile 2026