13.01.2026

Tassazione dei dividendi: in Italia è operativa la nuova soglia del 10% per l'esclusione dal reddito

Con l'entrata in vigore della Legge di bilancio 2026, in Italia il sistema di tassazione dei dividendi percepiti nell'esercizio di impresa ha subito una trasformazione radicale. Dal 1 gennaio 2026, l'esclusione parziale dalla formazione del reddito (pari al 95% per i soggetti IRES e al 41,86% per società di persone e imprenditori individuali) non è più un beneficio generalizzato, ma è riservata esclusivamente ai percettori che detengono una partecipazione nel capitale della società erogante non inferiore al 10%. Per tutte le partecipazioni "sottosoglia", i dividendi deliberati concorrono ora integralmente alla formazione del reddito imponibile.

Questa restrizione impone un monitoraggio estremamente analitico delle partecipazioni detenute, sia in forma diretta che indiretta tramite società controllate, applicando i criteri di demoltiplicazione previsti dalla norma. Particolare attenzione deve essere prestata alla natura del titolo di possesso: mentre la nuda proprietà può concorrere al raggiungimento della soglia del 10%, l'usufrutto privo di quota di capitale rischia di escludere definitivamente il percettore dal regime di favore.

In questo nuovo scenario, la gestione dei flussi finanziari e le operazioni di riorganizzazione societaria assumono una valenza strategica ancora più marcata. Per le partecipazioni inferiori al 10%, la cessione della quota potrebbe oggi risultare fiscalmente più conveniente rispetto alla percezione del dividendo, dato che il regime di esenzione sulle plusvalenze (PEX) non è stato oggetto della medesima limitazione. Risulta fondamentale analizzare caso per caso l'impatto delle nuove regole sulle holding di investimento e valutare eventuali ottimizzazioni della struttura partecipativa per mitigare l'incremento del carico fiscale.

Il nostro staff rimane a disposizione per approfondimenti.



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